Crisantemi, fiori “dei morti”. Ma perchè?

Francesca Imbiscuso Blog

I crisantemi, in Italia, sono i “fiori dei morti”, ovvero quelli socialmente addetti alla commemorazione dei defunti. Ma perchè? Abbiamo trovato questa bellissima favola che ne spiega il motivo. Mettetevi comodi, se vi va di conoscerla…

La “favola” dei Crisantemi

La storia narra di un’orfana, assai povera che all’inizio di novembre si trovò a vegliare la mamma, gravemente ammalata. Dentro di sé la bambina stava pregando affinché la madre potesse guarire e sopravvivere: ma proprio in quel momento la porta si spalancò, e l’angelo della Morte entrò nella misera stanza.
La bambina pianse, scongiurò affinché l’angelo passasse oltre. Questi si impietosì: “Donerò a tua mamma tanti anni quanti saranno i petali del fiore che mi porterai”.
Ma era novembre, e la brina aveva già imbiancato i campi. La bambina corse fuori casa e iniziò a cercare: trovò solo erbe rinsecchite dal gelo. In un canto un po’ più riparato trovò un’umile margherita, sopravvissuta chissà come dalle fioriture estive. I petali bianchi, però, erano pochi, pochissimi: come fare?
La piccola ebbe una intuizione: con le dita intorpidite dal gelo iniziò lentamente a dividere per lungo i petali che, così, si moltiplicarono più e più volte.
Soddisfatta del suo lavoro tornò in casa, e presentò il fiore all’angelo della Morte. Questi, colpito da tanto amore filiale, sorrise e uscì dalla casa: la mamma diede allora i primi segni di guarigione, e poi visse ancora per molti e molti anni.
Anche la pianta che aveva contribuito a salvarle la vita non morì. Ma la stagione successiva i suoi fiori cambiarono: non più petali pochi e radi, ma tantissimi, quasi a formare una palla colorata. Era nato il crisantemo.